Covid-19: sta ritornando lo Smart Working? Nuove regole per i pazienti asintomatici

Lo Smart Working potrebbe ritornare nuovamente: il Covid-19 non è ancora sparito. Ecco quali regole andranno seguite.

Durante la pandemia da Covid-19 è stato introdotto lo Smart Working, una pratica di lavoro che si è rivelata essere molto utile per tanti italiani. Infatti aver avuto la possibilità di continuare a lavorare anche da casa è stato un pregio. Ed ora le persone potrebbero farne uso ancora una volta con le nuove regole.

A parlarne è stato Silvestro Scotti, il Segretario Nazionale della FIMMG (Federazione dei Medici di Medicina Generale). Ha spiegato cosa dovranno fare i medici di famiglia per permettere ai pazienti di ritornare a lavoro in presenza o continuarlo in Smart Working. Le modalità dipenderanno da alcune nuove opzioni che andranno seguite alla lettera.

Smart Working, per quali pazienti è previsto e in quali circostanze: lo spiega l’esperto

Per iniziare i medici di famiglia non potranno rilasciare un certificato di malattia per i pazienti asintomatici. Neanche se hanno un tampone certificato o un test fatto da loro. Non è più previsto nessun isolamento per coloro che non manifestano i sintomi: il medico non può avere nessuna base di valutazione. Si tratta di un auto-tampone che non ha alcun valore.

In quali situazioni si può avere diritto allo smart working
Il medico dovrà valutare le condizioni del paziente – Agenord.it

Ciò significa che, tenendo conto che verranno adottate le misure di sicurezza, dovrà andare a lavoro. La questione è diversa con un paziente sintomatico con test certificato. In questo caso avrà diritto allo Smart Working e il medico dovrà valutare l’evoluzione dei sintomi del Covid-19. Lo farà basandosi sulla durata dei sintomi e non sul primo tampone negativo, diversamente da come si faceva in passato.

Se il paziente è sintomatico ma ha solo un tampone per l’autodiagnosi, il medico sarà in grado di fare soltanto una diagnosi aspecifica. Vale a dire che non è certo della valutazione e che potrebbe trattarsi di un sospetto Covid-19. Il paziente deve eseguire un test ufficiale per provare che si tratti del virus, altrimenti non può lavorare in Smart Working. Ciò non toglie che il rischio di contagio sia comunque elevato, per cui bisogna fare attenzione e seguire le precauzioni sanitarie.

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