Milano, Arrestati padre e figlio: 120 mila euro e 55 grammi di cocaina nell’appartamento videosorvegliato

Ieri pomeriggio a Milano la Polizia di Stato ha arrestato padre e figlio, e indagato la madre, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

I poliziotti del Commissariato Porta Ticinese, nel corso delle indagini volte a contrastare il traffico di droga in zona Navigli, hanno individuato un appartamento in via San Paolino quale luogo di detenzione di cocaina. Nonostante l’abitazione fosse dotata di un impianto di videosorveglianza privato, con telecamere installate sia sul balcone sia sul portone d’ingresso, per controllare l’eventuale presenza di Forze dell’Ordine, ieri verso le ore 15 gli agenti sono riusciti ad accedervi approfittando dell’arrivo di una parente della famiglia di cinque persone che vi risiede.

L’immediata perquisizione volta a trovare la sostanza stupefacente è stata eseguita con l’ausilio dell’unità cinofila dell’Ufficio Prevenzione Generale e ha portato al rinvenimento, e successivo sequestro, di 50 involucri di cocaina per un peso totale di circa 55 grammi. Durante l’intervento dei poliziotti è nato un alterco tra il padre, un cittadino marocchino di 53 anni, e il figlio 28enne in merito all’attribuzione reciproca della detenzione della droga.

La perquisizione ha portato anche al sequestro, da parte della Polizia di Stato, di 120mila euro in contante di cui 76mila circa nascosti, su input del fratello 28enne poi arrestato, dalla sorella di 17 anni nei propri indumenti; il resto del denaro, invece, avvolto in cellophane e carta alluminio, è stata rinvenuto nella camera del 28enne.

Gli agenti del Commissariato Porta Ticinese hanno, inoltre, rinvenuto e sequestrato un macchinario per il conteggio di banconote, uno per il confezionamento sottovuoto della cocaina, 1,2 grammi di hashish in uso al padre e la somma di 280 euro nelle tasche del figlio.

I poliziotti hanno indagato in stato di libertà anche la moglie e madre dei due arrestati, una cittadina marocchina di 59 anni, per il medesimo reato.

Fonte: Questura di Milano

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